Cos'è la pericardite

Salvucci Fabrizio pericardite

Cos'è la pericardite?

In epoca COVID la pericardite ha assunto un valore importante sulla valutazione dello stato infiammatorio del cuore e dell’organismo in generale, ha permesso la diagnosi di COVID in assenza di altri sintomi e ha dato indicazioni sul coinvolgimento generale dell’infiammazione in un paziente COVID positivo.

La pericardite è l’infiammazione del pericardio, una sottile membrana che avvolge il cuore. Il pericardio è composto da due strati di tessuto, uno interno e uno esterno, separati da un sottilissimo strato di liquido che permette ai foglietti di scorrere tra loro senza creare attrito. L’infiammazione porta i due strati a fare attrito, causando dolore e successivamente aumento del liquido, solitamente infiammatorio, che scolla i 2 foglietti di tessuto, anche fino a dimensioni tali da richiedere la pericardiocentesi, ossia lo svuotamento del versamento pericardico per via invasiva. In questi casi si rileva una compromissione della funzione di pompa cardiaca, soprattutto a destra.

Essa tuttavia nella stragrande maggioranza dei casi residua solo in un lieve aumento dello spessore delle pareti del cuore, soprattutto del setto interventricolare, il quale appare percorso da strie fibrose bianche (iperecogene all’ecocardiogramma), facilmente confuso con l’ispessimento conseguente a ipertensione arteriosa.

Non esiste pericardite senza miocardite, ossia, secondo un range molto ampio che va dalla semplice aritmia sopraventricolare benigna alla dilatazione del ventricolo sinistro fino alla morte improvvisa per aritmie minacciose per la vita, esiste sempre un interessamento del sottostante tessuto miocardico, tanto da dare un movimento degli enzimi cardiospecifici che mima l’infarto del miocardico.

La pericardite è una patologia molto più frequente di quanto si creda; dai dati in mio possesso essa riguarda il 36% delle persone; nella maggior parte dei casi decorre asintomatica.

Quali sono le cause e i fattori di rischio?

La malattia si manifesta a tutte le età.
Spesso è difficile individuare la causa della malattia.
I motivi più noti sono: le malattie autoimmuni, le infezioni batteriche o virali, gli infarti, gli interventi chirurgici o i tumori.

Come si previene?

È molto difficile prevenire la pericardite acuta, ma si possono diminuire i rischi e le ricadute di quella cronica, con adeguata terapia antiinfiammatoria guidata dal medico.

Come si cura?

La maggior parte dei casi di pericardite è di lieve entità: il paziente guarisce spontaneamente, con il riposo e con una terapia antiinfiammatoria, magari assunta per altri motivi (febbre). In altri casi, invece, è necessaria una terapia intensa che può comprendere farmaci antinfiammatori più potenti, come i cortisonici e, con minore frequenza, interventi chirurgici. La terapia ha lo scopo di diminuire il dolore e l’infiammazione, curare la causa, qualora sia stato possibile diagnosticarla, ed escludere altre complicazioni.

Se non trattata essa può evolvere in pericardite costrittiva, ossia in un guscio fibro-calcifico costituito dai 2 foglietti pericardici che impedisce al cuore gli adattamenti dimensionali e geometrici alla richieste dell’organismo. In questo caso è necessario l’intervento chirurgico. Nel caso di ritardata diagnosi o ritardo approccio aggressivo ad un febbre protratta, a volte si può scivolare in una miocardite con temibile cardiomiopatia dilatativa che induce scompenso cardiaco cronico e aritmie ventricolari ripetitive, anche letali.

Salvucci Fabrizio

Cardiologo, Direttore sanitario Ticinello Cardiovascular & Metabolic, Presidente Athletic Pavia, Presidente Insieme Per Ruzira ONLUS

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